La Storia della FIAP

La Storia

La storia della FIAP

La nascita della Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia è avvenuta nel 1997 a Roma. Alla fondazione, cui seguì un periodo di preparazione durato alcuni mesi, parteciparono 17 Associazioni rappresentate da altrettanti Soci Fondatori.

La Fase di Preparazione
In realtà, i primi contatti sia per formare un gruppo costituente per la fondazione della nuova
associazione, sia per avviare il dialogo con l’EAP (European Association for Psychotherapy) la
maggiore associazione continentale della psicoterapia, erano stati già avviati a partire dal Settembre
del 1995 sotto l’impulso di Riccardo Zerbetto, che divenne poco dopo membro del Board dell’EAP.
Il gruppo costituente si fece carico di preparare statuto e regolamento, e di prendere contatto con le
più significative associazioni del settore per costituire una rappresentanza più ampia possibile del
mondo scientifico della psicoterapia nazionale.
Di questa rappresentanza si avvertiva la necessità per poter aderire nel migliore dei modi all’EAP,
che non aveva ancora designato una associazione italiana a cui potesse essere riconosciuta tale
delega.
Inizialmente, venne proposto di attribuire alla associazione il nome di EAP-Italia, associazione di
cui Riccardo Zerbetto era fondatore e Presidente, ma nel corso dei numerosi incontri precedenti la
fondazione, venne preferito quello di Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia
(FIAP), considerando importante che accanto alla possibile adesione all’EAP, l’associazione
potesse avere comunque una ben definita identità nazionale.
Venne poi predisposto uno statuto nel quale le associazioni aderenti potessero riconoscersi ed un
regolamento, essenziale per definire le Aree a cui le associazioni avrebbero dovuto afferire, con i
relativi criteri di adesione.
Si concordò una adesione provvisoria al Codice Etico dell’EAP, in attesa di poterne definire uno
proprio dopo la fondazione.
Venne stabilita la mission della FIAP, riportata qui di seguito:
La FIAP è un’associazione senza fini di lucro che riunisce la maggior parte delle associazioni di
psicoterapia nazionali, con la finalità principale di favorire lo sviluppo e la conoscenza della
psicoterapia e dei suoi diversi orientamenti in Italia e in Europa. Tra i suoi scopi rientrano anche,
l’identificazione e la definizione di criteri e standard formativi; lo studio e la ricerca sulla efficacia
dei modelli psicoterapeutici; l’indicazione dei requisiti etici della professione psicoterapeutica;
l’individuazione dei mezzi idonei per verificare e per sostenere il ruolo sociale e culturale della
psicoterapia.
Negli incontri preparatori che seguirono, prima della formale fondazione si ebbero le necessarie
adesioni non soltanto di singoli individui, ma anche quelle delle rispettive associazioni, in modo da
garantire una struttura il più possibile coerente con quella della associazione che si andava
formando.

La Fondazione
Nel 1996 Riccardo Zerbetto divenne vice-Presidente dell’EAP, nel 1997 ne divenne il Presidente e,
di conseguenza fu anche designato come organizzatore del suo prossimo Convegno, previsto per il
Giugno dello stesso anno a Roma.
Il VII Convegno dell’EAP venne dedicato a “Fondamenti comuni e diversità di approccio in
psicoterapia” con la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni nazionali di 26 paesi
europei. All’interno del Convegno doveva aver luogo anche la ratifica dell’European Certificate for
Psychotherapy (ECP).
L’importanza di essere ufficialmente presenti a questo Convegno era evidente, e l’obiettivo di
divenire l’associazione che avrebbe potuto attribuire gli ECP era certamente una buona ragione per
accelerare i tempi.
Così il 19 Febbraio 1997 venne fondata formalmente la FIAP, con sede a Roma, in Viale Regina
Margherita 37, e con i seguenti Soci Fondatori, in rappresentanza delle rispettive associazioni:
 Giorgio Cristiano Cavallero (Società Italiana di Analisi Transazionale – SIAT)
 Gabriele Chiari (Associazione Italiana di Psicologia e Psicoterapia Costruttivista – AIPPC)
 Antonio Di Ciaccia (Istituto Freudiano per la Clinica, la Terapia e la Scienza)
 Francesca Di Summa (Istituto di Psicologia Individuale “Alfred Adler”)
 Edoardo Giusti (Istituto per la Formazione degli Psicoterapeuti – ASPIC)
 Camillo Loriedo (Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale – SIPPR)
 Maria Luisa Manca (Società Italiana di Analisi Bioenergetica – SIAB)
 Filippo Petruccelli (Società Italiana di Psicoterapia Strategico Interazionista – SIPSI)
 Corrado Pontalti (Confederazione di Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui
Gruppi – COIRAG)
 Anna Maria Pozzoli (Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica)
 Carmine Saccu (Società Italiana di Terapia Familiare – SITF)
 Tommaso Traetta (Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica – IIFAB)
 Maria Luisa Tricoli (Organizzazione di Psicoanalisti Italiani – Federazione e Registro –
OPIFER)
 Maria Vinci (Società Italiana di Ricerca e Terapia Sistemica)
 Enrico Visani (Società Italiana di Psicoterapia Relazionale e Sistemica – SIPRES)
 Riccardo Zerbetto (Federazione Italiana delle Scuole e Istituti di Gestalt – FISIG)
 Alberto Zucconi (Associazione Europea di Psicoterapia Centrata sul Cliente e
dell’Approccio Centrato sulla Persona “Carl Rogers”)
Nella stessa occasione venne anche approvato lo statuto e, in attesa che si tenesse la prima
Assemblea della FIAP, in cui l’organigramma dell’associazione avrebbe potuto finalmente
assumere il proprio assetto definitivo, Camillo Loriedo, all’epoca Presidente della SIPPR, la
maggiore associazione nazionale dell’orientamento sistemico-relazionale, venne provvisoriamente
eletto Presidente dell’associazione.
Nel Consiglio Direttivo della FIAP tenutosi nello stesso giorno, venne eletto anche il Comitato
Esecutivo provvisorio, composto oltre che da Camillo Loriedo, dal Segretario Riccardo Zerbetto e
dal Tesoriere Filippo Petruccelli. Nella stessa occasione venne anche ratificato il regolamento
dell’associazione in cui vennero stabiliti i criteri di adesione insieme alle Aree e agli Indirizzi, che
erano raggruppati come segue:
1.AREA ANALITICO-DINAMICA
Indirizzi: Adleriano; Freudiano; Gruppoanalitico; Junghiano; Lacaniano; Neo-
freudiano; Transazionale.
2. AREA COGNITIVA
Indirizzi: Cognitivo-Comportamentale; Cognitivo; Costruttivista.
3. AREA CORPOREA
Indirizzi: Bioenergetico; Reichiano
4. AREA SISTEMICO-RELAZIONALE
5. AREA UMANISTICA
Indirizzi: Centrato sulla Persona; Fenomenologico-esistenziale; Gestaltico;
Psicosintetico
6. AREA DEGLI ALTRI ORIENTAMENTI E INDIRIZZI
(per le Organizzazioni che non si identifichino in nessuna delle Aree e in nessuno
degli Indirizzi di cui ai punti precedenti.)
Indirizzi: Integrativo.
Il Regolamento prevedeva, infine, che in relazione a specifiche esigenze, su proposta del Consiglio
Direttivo e con approvazione dell’Assemblea, si sarebbero potute costituire nuove Aree e Indirizzi.
Al momento della fondazione furono già visibili le prime problematiche che riguardavano
soprattutto l’attribuzione da parte dell’EAP del ruolo di rappresentante della psicoterapia nazionale
(National Umbrella Organization o NAO). Anche se Riccardo Zerbetto era già stato nominato
Presidente dell’EAP e a dispetto del suo impegno in questa direzione, il riconoscimento ufficiale
tardava ad arrivare.
Quando fu fissato l’incontro per la costituzione formale della FIAP, si ebbe notizia che alcune
associazioni collegate a scuole non riconosciute avevano fondato una Federazione avente lo stesso
nome, una settimana prima dell’incontro previsto per la fondazione. Si sarebbe così creata una
insostenibile duplicazione istituzionale.
Tramite il tempestivo intervento di un avvocato che inviò una diffida formale a questa istituenda
organizzazione, Riccardo Zerbetto riuscì a scongiurare questo rischio.
Tuttavia, i colleghi delle Scuole non riconosciute non rinunciarono, se non nominalmente, a creare
un’associazione che potesse competere con la FIAP e fondarono la FAIP (Federazione di
Associazioni Italiane di Psicoterapia). A questo punto la rappresentanza nazionale presso l’EAP e il
diritto ad attribuire l’ECP vennero richiesti da entrambe le associazioni. Il segretario generale
dell’EAP Alfred Pritz rimase molto ambivalente nei confronti di questa particolare specifica
difficoltà italiana, che fino a quel momento non si era presentata in altri Paesi europei.
In questa difficile fase si poteva cogliere l’intento, da parte dell’EAP, di non operare una scelta ben
definita fra le due federazioni, per non creare malcontento e per mantenere un’adesione più ampia
possibile alla società europea.
Per risolvere queste incertezze (e l’ambiguità di orientamento che le sosteneva), la FIAP presentò la
sua Application come NUO (National Umbrella Organization) nel Giugno 1997, e successivamente
la Application come NAO (National Awarding Organization) nel Giugno 1998.
Queste richieste non ottennero risposta, e fu necessaria una nuova domanda nel Febbraio 1999,
nonché una specifica petizione nel Congresso di Vienna dello stesso anno, perché venissero prese in
considerazione. Questa volta, la risposta da parte dell’EAP fu di accettazione, anche se soltanto
parziale e provvisoria: il solo ruolo di NUO venne temporaneamente attribuito alla FIAP per un
anno, mantenendo alla FAIP la presenza nel Board, ma senza diritto di voto.
La decisione EAP fu anche accompagnata dalla richiesta che, nel frattempo, fossero le stesse
associazioni a negoziare i rispettivi ruoli di rappresentatività nei confronti della EAP.
Venne così costituita una Commissione Paritetica FIAP-FAIP, costituita da Cionini, Loriedo,
Petruccelli, Zerbetto per la FIAP e Adami Rook, De Marchi, Grosso e Parrini per la FAIP, che dopo
una serie di incontri tenuti nel 1999, il 21 settembre dello stesso anno, giunse a concordare i
seguenti punti:
1. I soci ordinari delle rispettive organizzazioni FIAP e FAIP devono essere in possesso
dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività psicoterapica.
2. Pur nelle differenti valutazioni che ciascuna delle due Federazioni – e dei loro
componenti – ha della legge 56/89, FIAP e FAIP s’impegnano a recepirla e rispettarla,
adoperandosi per una completa applicazione di tutte le sue parti, con particolare
riguardo all’art. 3.
3. Saranno individuate Aree di riferimento epistemico e/o tipologico degli indirizzi delle
Scuola di formazione in psicoterapia, concordando che tali Aree saranno considerate
come una prima serie non definitiva, rispetto a nuovi indirizzi, via via sperimentati, che
potranno rappresentare nuove Aree aggiuntive.
4. Si prende un impegno unanime a non opporre veti e/o dinieghi sul diritto ad acquisire il
Certificato Europeo di Psicoterapia (ECP) per coloro che abbiano ottenuto
l’autorizzazione all’esercizio dell’attività psicoterapica – secondo le leggi dello Stato –
e che abbiano ricevuto una formazione specifica in psicoterapia in base, almeno, ai
criteri previsti dall’ECP stesso.
5. Sarà richiesto alla EAP che negli ECP rilasciati in Italia, venga riportata la dizione:
“Questo Certificato non autorizza l’esercizio dell’attività psicoterapeutica ai sensi della
legge 56/89”
Raggiunto questo accordo, frutto del migliore compromesso possibile, la FIAP ritenne di aver
pienamente recepito la richiesta dell’EAP di negoziare con FAIP e, a questo punto, decise di
chiedere con la massima determinazione possibile il definitivo riconoscimento di rappresentante
italiana presso l’associazione europea.
Vennero prodotti tutti i documenti richiesti e venne fatta una ulteriore richiesta perentoria. Tuttavia
l’EAP, per poter giungere ad una decisione definitiva, chiese ulteriori accordi FIAP-FAIP per
quanto riguardava i rapporti relativi alla rappresentanza NUO e NAO. Nel giro di poco tempo anche
questi accordi vennero raggiunti nella forma qui sotto riportata:
A. FIAP will represent Italy in EAP as NUO and NAO and a representative of FAIP will participate
in EAP Board as an Observer.
B. The two Federations feel morally engaged to seek common points for all the major decision that
Italy’s NUO will have to take within the EAP Board.
C. Italy’s NAO will name a Commission responsible for the screening and evaluation of ECP
applications to be forwarded to EAP. The Commission will be composed of two members
designated by FIAP, two members designated by FAIP and one member suggested by FIAP and
approved by FAIP.
Di fronte a questo accordo comune e condiviso, e non restando ormai che alcune inconsistenti
obiezioni, nel Corso del Board di Dublino, l’EAP finalmente si pronunciò a favore.
Per raggiungere la necessaria validità, la decisione del Board doveva però essere sottoposta alla
successiva Assemblea EAP di Parigi.
Dopo qualche breve discussione, l’Assemblea di Parigi del 21 Ottobre 2000 approvò finalmente lo
stato definitivo di NUO e NAO, vale a dire che le venne riconosciuto il ruolo di rappresentante
Italiana dell’EAP a tutti gli effetti, con 31 voti a favore, 0 contrari e 2 astenuti.
Tutto sembrava ormai risolto nel migliore dei modi, ma nel verbale dell’Assemblea la votazione e
la relativa decisione finale non risultavano riportate.
Così il Presidente FIAP scrisse agli organi direttivi dell’associazione europea chiedendo
l’immediata correzione del verbale. La lettera di risposta del 27 Novembre 2000 da parte del
Segretario Generale EAP Alfred Pritz, che ammise l’errore e confermò la versione dei fatti
rappresentata da Camillo Loriedo, dopo quasi 4 anni di tentativi andati a vuoto, segnò la
conclusione di una tormentata vicenda e la definitiva consacrazione della FIAP come NUO e NAO
della European Association for Psychotherapy.
Come da accordi, venne costituita una commissione mista per l’attribuzione del Certificato Europeo
(ECP), composta da due rappresentanti FIAP (Lorenzo Cionini e Marilù Vinci) e da due
rappresentanti FAIP (Roberto Parrini e Sara Russo), e fu affidato al Presidente FIAP, Margherita
Spagnuolo Lobb, il coordinamento, con lo scopo di vagliare collegialmente le richieste italiane di
certificati europei. La FIAP mise a punto le grandparenting procedures (durate 2 anni), integrando
le regole dell’EAP con quelle italiane, per evitare che il certificato europeo diventasse una
scorciatoia per il riconoscimento dell’attività di psicoterapeuta.
Alla fine, la FIAP ottenne lo stato di NAO (National Awarding Organization) nell’EAP, e assunse il
controllo degli ECP, i certificati europei di psicoterapia.
Molto meno problematico fu, invece, il confronto con il CNSP (Coordinamento Nazionale Scuole
di Psicoterapia), che rappresentava il momento aggregativo più importante rispetto alle scuole
italiane di psicoterapia. In questo caso, il rischio era quello di una sovrapposizione tra le finalità
proprie della FIAP e le finalità istituzionali proprie del Coordinamento.
Alberto Zucconi, segretario del CNSP, ma contemporaneamente anche parte del gruppo fondatore
della FIAP, riuscì a mantenere e a far mantenere una posizione di apertura e di mediazione per
evitare un possibile conflitto di competenze che in questa fase iniziale veniva paventato da molti
esponenti delle scuole rappresentate dal CNSP.
Dopo una serie di confronti, caratterizzati da una buona dose di diffidenza e a volte anche da
tonalità aspre, si giunse alla positiva conclusione che il Coordinamento Nazionale delle Scuole di
Psicoterapia si sarebbe occupato della politica delle scuole a livello nazionale, mentre la FIAP si
sarebbe occupata dei rapporti con l’Europa, ed internazionali in genere, e soprattutto la FIAP
confermò il proprio impegno formale a non arrogarsi le funzioni formative che appartenevano alle
scuole, mantenendo un prevalente interesse scientifico e culturale nell’ambito della psicoterapia.
Venne inoltre concordato che alla FIAP potessero aderire soltanto associazioni che
rappresentassero, in maniera significativa a livello nazionale, un modello di riferimento adottato da
scuole in possesso del riconoscimento ministeriale.

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FIAP - Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia
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